Traduzione e Adattamento

Traduzione e Adattamento

Tradurre un film non è come tradurre un manuale o un sito web. Probabilmente è molto più simile alla traduzione di un libro, ma in aggiunta, occorre usare molta attenzione sulla durata delle frasi originali, rispetto a quelle tradotte. Diventa una vera e propria arte, perché, oltre alla normale decodificazione di un testo scritto in lingua estera, occorre una forte creatività ed una reale padronanza delle due lingue.

Esemplificando, se dovessimo tradurre in italiano “I beg your pardon, sir. What does surrender as soon as possible mean?” il nostro traduttore dovrebbe cercare di ottenere la frase di seguita indicata: “Chiedo scusa, signore. Cosa vuol dire arrendersi il più presto possibile?”

Se, invece, adottassero una traduzione del tipo “scusi, che significa arrendersi subito?”, l’attore continuerebbe a parlare, mentre il doppiatore avrebbe finito di parlare un secondo prima; anche rallentando il parlato, non si otterrebbe l’effetto desiderato. In questo settore, un secondo diventa un’eternità.

Per effettuare una traduzione accurata i traduttori Sedif, per prima cosa, leggono l’intera sceneggiatura originale, immergendosi nello scenario del film e immedesimandosi nei personaggi, per comprendere bene gli obiettivi che lo sceneggiatore ha inteso cogliere. Successivamente, in presenza di termini tecnici, i traduttori interpellano il team linguistico degli adattatori, in modo da evitare di utilizzare termini “fuori gergo”.

All’interno della Sedif operano grandi professionisti, capaci di adattare qualsiasi testo tradotto, allo scopo di perfezionare il doppiaggio.

In particolare:

  • L’ottimizzazione della traduzione: nei copioni sono presenti, di solito, innumerevoli termini tecnici, come sopra citato, relativi a settori più disparati, dallo sport, allo spettacolo, dalla medicina alla giurisprudenza, dalla storia alla filosofia, all’arte, alla geografia, etc. L’esperienza delle risorse tecnico-linguistiche della Sedif consente di affrontare questa tematica con la certezza di ottenere un risultato sicuro e affidabile.
  • La fluidità del linguaggio: occorre ricordare che il 90-95% della produzione di film gestiti dalla Sedif è quella che finisce nelle sale cinematografiche, dove lo spettatore non ha possibilità di captare nuovamente la parte di un dialogo non capita. Il parlato deve essere, quindi, chiaro ed acusticamente intelligibile. Dunque, è molto importante che il doppiatore possa esprimersi in sala, evitando di pronunciare frasi complesse dal punto di vista della concatenazione fonetica o frasi troppo veloci, soltanto perché la traduzione obbliga a recitare frasi più lunghe nella stessa unità di tempo.
  • L’ottimizzazione dei dialoghi: una volta effettuate le suddette operazioni, occorrerà evitare di perdere il sincronismo con il parlato dell’attore originale. Per realizzare quest’attività, esiste un programma software, che consente di confrontare il testo originario con quello tradotto e adattato e che permette di visualizzare solo differenze superiori ad una certa unità di tempo, preselezionata. Dopo l’ultimo ritocco, il doppiatore potrà entrare in sala e concentrarsi esclusivamente sull’interpretazione dello stato d’animo dell’attore e sulla sincronizzazione con il suo labiale.

La complessità delle sensazioni dell’essere umano quali l’emozione, la passione, lo scherno, la rabbia e la furia, da una parte, ma anche la calma, la dolcezza, la tenerezza, dall’altra, fino alla totale freddezza e neutralità, sono le principali armi a disposizione dei doppiatori che da anni operano con la società.

La Sedif, inoltre, ha diretto il doppiaggio del celebre film “Il paziente inglese”, vincitore di 9 premi oscar ed altri 41 premi internazionali. L’interpretazione del conte de Almasy (interpretato da Ralph Fiennes), che muta profondamente la propria recitazione, dallo stato brioso iniziale a quello angosciato (parte centrale), fino a quello di rassegnata e quieta sofferenza del paziente sul letto di morte, ma anche quelle di Franca D’Amato (Juliette Binoche), Mario Cordova (Willem Dafoe) e Roberta Greganti (Kristin Scott Thomas), costituiscono ad oggi un patrimonio di grandissimo valore per il mondo del doppiaggio.

Anche per questo le grandi case internazionali come Warner Bros, Eagle Picture, Medusa e Lucky Red si rivolgono alla nostra società.

A conferma di quanto sopra citato, la maggior parte dei film di animazione sono stati assegnati proprio alla Sedif. Dare la voce ad un cartone o a oggetti, neonati, pupazzi, animali, etc., può inizialmente sembrare meno complesso, visto che il sincronismo con il labiale è meno spinto. Occorre però considerare che nei cartoon la voce rappresenta l’elemento di cattura dell’attenzione dello spettatore, visto che il cartone si muove di meno dell’essere umano. Diventa, inoltre, fondamentale, la recitazione con toni di voce particolarmente acuti o gravi, o mostrando un’accentuata inflessione dialettale. Si entra, quindi, nel campo della fonogenia, non delle telegenia. Due arti differenti, ma non per questo, l’una è meno rilevante dell’altra.

Film come l’Era Glaciale 2 e il Gatto con gli Stivali hanno richiesto il grande impegno di tutti i doppiatori e del nostro direttore di doppiaggio: l’obiettivo era di realizzare opere indimenticabili per grandi e piccini.