Le voci

Le voci

Tra i protagonisti del cosiddetto doppiaggio storico, già attivi quindi sin dagli anni ’30 e poi continuativi dal dopoguerra in poi, meritano un breve profilo alcuni nomi dalle voci inconfondibili, le quali hanno contribuito in maniera indiscussa all’affermazione del cinema, non soltanto straniero, in Italia. In ordine alfabetico ne elenchiamo i maggiori:

belliniGianfranco Bellini, iniziò a doppiare sin da bambino per diventare poi la voce di molti giovani attori dello schermo, da Gérard Philipe di Il diavolo in corpo a Montgomery Clift di Odissea tragica, da Claude Laydu di Il diario di un curato di campagna a Oskar Werner di I dannati, e poi Lew Ayres (All’ovest niente di nuovo), John Kerr (Tè e simpatia), Robert Francis (L’ammutinamento del Caine), Anthony Perkins (La legge del Signore, Prigioniero della paura), Mickey Rooney (I ponti di Toko Ri, Off Limits), Elvis Presley in Fratelli rivali, Peter Lorre nella riedizione di M, il mostro di Dusseldorff, ancora Clift in Vincitori e vinti, e poi centinaia di altre interpretazioni, assieme all’indimenticabile Hal 9000 di 2001: odissea nello spazio.

besestiMario Besesti, la voce possente di Charles Laughton, Edward Arnold, Thomas Mitchell, Raymond Massey, Sidney Greenstreet, Charles Coburn, Edward G. Robinson (in Il lupo dei mari), di Broderick Crawford, Ernest Borgnine in Da qui all’eternità, Akim Tamiroff in Per chi suona la campana, Emil Jannings nella riedizione di L’angelo azzurro.



bettiFiorella Betti, voce giovane dei primi anni ’50, la stessa di Jean Simmons, Leslie Caron, Elizabeth Taylor, Debbie Reynolds, Julie Harris in La valle dell’Eden, Grace Kelly, Carroll Baker, Natalie Wood in Gioventù bruciata e West Side Story.

Miranda Bonansea, la Judy Garland di Il mago di Oz, e poi June Allyson, Jane Powell, la prima Marilyn Monroe, Leslie Caron in Un americano a Parigi, Mona Freeman, Anne Francis. Molto importante la sua Ofelia (Jean Simmons) nell’Amleto di Laurence Olivier.

Lola Braccini, la prima Mae West e poi insostituibile voce anziana delle varie Ethel Barrymore, Ann Harding, Florence Bates, Una O’Connor, la straordinaria Leopoldine Konstantin di Notorious, l’amante perduta.

mbusoniManlio Busoni, voce caratterista di lusso (Saro Urzì in L’uomo di paglia), ma anche di primo piano (Jack Hawkins in Ben Hur, Alec Guinness in Il dottor Zivago).

Rosetta Calavetta, che tutti ricordiamo quale inconfondibile voce di Marilyn Monroe da Niagara in poi, fu la prima Biancaneve nel capolavoro disneyano del 1937, e poi Jean Arthur, Lana Turner, Ava Gardner, Dorothy Lamour, Doris Day, Veronica Lake, Eleanor Parker, Jayne Mansfield, Kim Novak.

Germana Calderini, ha doppiato molte bambine, ma anche bambini!, sul finire degli anni ’40 per divenire poi la voce assidua delle sue coetanee Elizabeth Taylor e Anna Maria Pierangeli.

Giorgio Capecchi, la magnifica voce virile di Karl Malden, Louis Calhern, di Charles Laughton in Testimone d’accusa, di Spencer Tracy in La lancia che uccide e Vincitori e vinti, Orson Welles in L’infernale Quinlan, e poi Anthony Quinn in Ultima notte a Warlock, Stephen McNally, Forrest Tucker, Fred MacMurray in Criminale di turno e moltissimi altri ancora.

Gino_CerviGino Cervi, il famoso e grandissimo attore teatrale e cinematografico, ha prestato talvolta la sua calda voce a personaggi dello schermo per così dire “nobili”, quali ad esempio il Laurence Olivier delle trasposizioni shakespeariane (Enrico V, Amleto, Riccardo III) o l’Orson Welles in “Macbeth”, e poi Clark Gable in “Accadde una notte”, William Powell in “L’impareggiabile Godfrey”, James Stewart in “Harvey”, James Mason in “Pandora”. Apprezzabilissimi, ancora, i suoi narratages in “La città nuda”, “I dieci comandamenti”, “Il vecchio e il mare”.

Emilio Cigoli, voce principe del doppiaggio italiano, ha interpretato praticamente tutti i più importanti divi dello schermo: Gary Cooper, Clark Gable, John Wayne, Gregory Peck, Burt Lancaster, William Holden, Humphrey Bogart, Jean Gabin, Louis Jouvet, Randolph Scott, Howard Jeel, Stewart Granger, George Sanders, Joseph Cotten, Charles Boyer, Henry Fonda, Orson Welles, Richard Burton, Charlton Heston, Robert Ryan, Sterling Hayden, Jeff Chandler, e decine di altri ancora.

Romolo Costa, altrimenti detto il Cigoli degli anni ’30, avendo per primo dato la voce ai vari Clark Gable, Gary Cooper, Fred MacMurray, Pierre Blanchar, Warner Baxter, Ronald Colman.

Dhia Cristiani, che interpretò a fianco di Girotti e la Calamai “Ossessione” di Visconti, divenne presto una delle più assidue e migliori doppiatrici della CDC. Tra le attrici più frequentate, Anne Baxter, Olivia De Havilland, Cyd Charisse, Esther Williams, Joanne Dru, Jean Simmons, Jane Wyman, Dorothy McGuire, Donna Reed, Linda Darnell, Virginia Mayo, Joan Collins, Dorothy Malone.

Olinto Cristina, caratterista di lusso in centinaia di interpretazioni, va ricordato essenzialmente per il Thomas Mitchell di “Ombre rosse”, il Lionel Barrymore di “La vita è meravigliosa”, il Charles Laughton di “Il caso Paradine”, lo stupendo Sig Rumann di “Vogliamo vivere”.

Gualtiero De Angelis, l’inconfondibile, magnifica voce di James Stewart, Cary Grant, Errol Flynn, John Garfield, Dean Martin, ma talvolta anche di Kirk Douglas, Henry Fonda oppure di Humphrey Bogart di “La regina d’Africa”, fu tra i maggiori ed insostituibili esponenti della storica CDC.

Maria Pia Di Meo, voce giovanissima agli inizi degli anni ’50 e presto prima donna del doppiaggio italiano, tuttora in fervida attività. E’ sua la voce italiana di Joanne Woodward, Shirley MacLaine, Audrey Hepburn, Barbara Streisand, Meryl Streep, Julie Christie, Catherine Deneuve, ecc.

Sergio Fantoni, noto attore di teatro e televisione, è divenuto doppiatore della CDC a metà circa degli anni ’50 dando la voce a Rock Hudson in “Il gigante”, a Farley Granger nella riedizione di “Delitto per delitto”, a Robert Taylor e Alan Ladd, a Cornel Wilde e Cliff Robertson, al Frank Wolff di “Il processo di Verona”.

Vittoria Febbi, che a sette anni fu anche nel canto “Alice nel paese delle meraviglie”, doppiò Millie Perkins in “Il diario di Anna Frank” e poi molte importanti attrici come Liv Ullman o Susan Hayward, Judy Garland e la Rita Hayworth di “Gilda” nelle riedizioni televisive degli ultimi anni.
Mario Ferrari, spesso presente nel panorama del cinema italiano, ha prestato la sua voce virile soprattutto a Walter Pidgeon, all’Erich Von Stroheim di “I cinque segreti del deserto”, al Boris Karloff di La jena.

paoloferrariPaolo Ferrari, attore molto conosciuto ed apprezzato, ha doppiato Donald O’Connor in “Cantando sotto la pioggia”, e poi Tomas Milian, Gérard Philipe, Jean-Louis Trintignant in “Il sorpasso”. Sua la voce di Humphrey Bogart in molti ridoppiaggi televisivi.

Arnoldo Foà, il famoso attore di teatro, è stato il doppiatore di Peter Ustinov in “Quo vadis?”, di Kirk Douglas in “Il grande cielo”, di Anthony Quinn in “La strada” e “Barabba”, di Broderick Crawford in “Il bidone”, di John Wayne in “Le ali delle aquile”.

Corrado Gaipa, ha magnificamente interpretato Burt Lancaster in “Il gattopardo”, Spencer Tracy in “Indovina chi viene a cena”, Lee J. Cobb in “Il giorno della civetta”.

Lauro Gazzolo, noto soprattutto per la sua caratterizzazione del vecchietto del West (Walter Brennan, George ‘Gabby’ Hayes), ha doppiato anche Barry Fitzgerald, Gary Cooper in “La conquista del west”, Edward G. Robinson in “La fiamma del peccato”, Sam Jaffe in “Giungla d’asfalto”, Spencer Tracy in “Il vecchio e il mare”, Charlie Chaplin in Monsieur Verdoux”. Uno dei più grandi doppiatori in assoluto.

Nando Gazzolo, suo figlio, molto attivo a partire dalla metà degli anni ’50, con Rock Hudson in “Qualcosa che vale”, Anthony Franciosa in “Un cappello pieno di pioggia” e La lunga estate calda”, David Niven in “Tavole separate” e “Il giro del mondo in 80 giorni”, Montgomery Clift in “I giovani leoni”, Richard Widmark in “Ultima notte a Warlock”, Marlon Brando in “Gli ammutinati del Bounty”, Rex Harrison in “My fair lady” (in questo caso anche cantante), Gian Maria Volonté nei primi western di Sergio Leone, Warren Beatty in Splendore nell’erba”, ecc.

Adolfo Geri, è stata la voce insostituibile di Gene Kelly e, in molti casi, di Richard Widmark, Richard Basehart, Arthur Kennedy, Ricardo Montalban.

gianniniGiancarlo Giannini ha doppiato numerosi celebri attori stranieri, tra i quali Jack Nicholson, Al Pacino, Michael Douglas, Gérard Depardieu, Dustin Hoffman (ne Il maratoneta), Ian McKellen (in Riccardo III), Ryan O’Neal (in Barry Lyndon) e Leonard Whiting (in Romeo e Giulietta). Stanley Kubrick in particolare si complimentò con lui per il doppiaggio a Jack Nicholson in Shining (1980). Giannini ha inoltre doppiato un documentario di National Geographic, intitolato “L’ultima preda”.

Micaela Giustiniani, ha doppiato benissimo Elizabeth Taylor in “Il gigante”, Eva Marie Saint in “Un cappello pieno di pioggia”, Dorothy Malone in “Furia d’amare”, Vera Miles in “Sentieri selvaggi”.

grazianiSergio Graziani, sue le stupende prestazioni di Peter O’Toole, ma anche di Oliver Reed in “Donne in amore”, di Richard Chamberlain in “L’altra faccia dell’amore”, di Fernando Rey in “Quell’oscuro oggetto del desiderio”, di Jean-Louis Trintignant in “Il conformista”, la sorprendente caratterizzazione di Gigi Ballista in “Signore e signori”, e poi Tony Musante, Michael Caine, Philippe Noiret e tantissimi altri.

Zoe Incrocci, splendida caratterista nota innanzi tutto per la magnifica, gracchiante Jean Hagen di “Cantando sotto la pioggia” o per la querula servetta di colore Butterfly McQueen di “Via col vento”, è stata anche la giovane Marilyn Monroe di “Eva contro Eva”Tina Lattanzi, regina del “birignao”, è l’inconfondibile voce italiana di Greta Garbo, Joan Crawford, Greer Garson, la prima Rita Hayworth, talvolta anche Marlene Dietrich, Myrna Loy, Rosalind Russell.

lionelloOreste Lionello che ha dato voce a Charlie Chaplin nel ridoppiaggio del 1972 de Il grande dittatore, a Dick Van Dyke in Mary Poppins, a Peter Sellers ne Il dottor Stranamore, a Gene Wilder in Frankenstein Junior, a Michel Serrault nella trilogia del Vizietto ma, soprattutto, è la voce italiana di Woody Allen nei film del regista americano. Inoltre nella versione di Cyrano De Bergerac con Gerard Depardieu ha provveduto alla traduzione delle battute del protagonista tutte rigorosamente in rima.

Pino Locchi, magnifico interprete della terza generazione, quella dei giovani nati nella professione sul finire degli anni ’40. Suoi i vari Tony Curtis, Robert Wagner, Sidney Poitier, l’Anthony Perkins di “Psycho”, il Richard Burton di “Mia cugina Rachele”, per non parlare dei vari 007 di Sean Connery e Roger Moore.

Augusto Marcacci, valoroso doppiatore di Alan Ladd, Clifton Webb, Ronald Colman, Laurence Olivier in “Rebecca”, James Stewart in “L’eterna illusione” e “Mr. Smith va a Washington”, Jack Benny in “Vogliamo vivere”, James Mason in “Operazione Cicero” e “È nata una stella”, Alec Guinness in Il ponte sul fiume Kwai”, Spencer Tracy in “Giorno maledetto”, Ray Milland in “Il delitto perfetto”. Un grandissimo.

Renata Marini, stupenda, soave voce femminile di Audrey Hepburn in “Vacanze romane” e “Sabrina”, di Deborah Kerr, di Vivien Leigh in “Il ponte di Waterloo”, di Olivia De Havilland in “Via col vento”.

rina_morelliRina Morelli, molto attiva nel dopoguerra, ha doppiato Gene Tierney, Judy Garland, Carole Lombard, Lizabeth Scott, Gloria Grahame, Grace Kelly in “La ragazza di campagna” e “Caccia al ladro”, Bette Davis in “Che fine ha fatto baby Jane?”, la stridula Judy Holliday di “Nata ieri”.

Andreina Pagnani, altra protagonista assoluta del doppiaggio italiano con le sue Bette Davis, Norma Shearer, Marlene Dietrich in “Angelo”, Greta Garbo in “Ninothcka”, Katharine Hepburn in “La regina d’Africa” e “Improvvisamente l’estate scorsa”, Lana Turner in “Lo specchio della vita”, Eva Marie Saint in “Fronte del porto”, la memorabile Gloria Swanson di “Viale del tramonto”.

Giulio Panicali, assieme a Cigoli e De Angelis, il massimo esponente del primo doppiaggio italiano, per i suoi Robert Taylor, Tyrone Power, Robert Mitchum, Bing Crosby, il primo Montgomery Clift, il Ray Milland di “Giorni perduti”, il Fred MacMurray di “La fiamma del peccato”, il Glenn Ford di “Il seme della violenza” e “Quel treno per Yuma”, l’Henry Fonda di “La parola ai giurati”, lo strepitoso James Mason di “Lolita”, il narratage di “Paisà”.

Luigi Pavese, da caratterista di lusso a primo attore con Fredric March in “Ore disperate, Gary Cooper in “Saratoga” e “Maschere e pugnali”, Burl Ives in “La gatta sul tetto che scotta”.

Nino Pavese, grande caratterista (Steve Cochran, Anthony Caruso) ma anche primo doppiatore di James Cagney in “La furia umana”, Karl Malden in “Un tram che si chiama desiderio”, del formidabile Jack Buchanan di “Spettacolo di varietà”.

Bruno Persa, la voce di Humphrey Bogart in “Casablanca” e in molti altri capolavori della Warner Bros (“Il tesoro della sierra madre”, “L’isola di corallo”, “La città è salva”, ecc.), è stato anche Rex Harrison in “Riccardo cuor di leone”, Anthony Quinn in “Brama di vivere”, Arthur Kennedy in “Scandalo al sole”, Paul Meurisse in “I diabolici”, Jean Servais in “Rififi”. Un grandissimo.

Amilcare Pettinelli, basterebbe soltanto la sua interpretazione del vecchio Victor Sjostrom in “Il posto delle fragole” per far capire la statura di questo aristocratico interprete dei vari Claude Rains, Robert Morley, Lionel Barrymore, Adolphe Menjou, talvolta Edward G. Robinson.

Mario Pisu, il noto attore felliniano è stato molto attivo quale doppiatore di Victot Mature, Dana Andrews, Walter Pidgeon, Raf Vallone in “Il cammino della speranza”, JohnWayne in “Il massacro di Fort Apache”, Lee J. Cobb in “Fronte del porto”, Laurence Olivier in “Il principe e la ballerina”. Suo anche il narratage di “La terra trema”.

Cesare Polacco, figura popolare nei primi caroselli televisivi, è stato un caratterista di lusso dei vari Anthony Quinn, Ward Bond, Louis Calhern, Boris Karloff, Chill Wills, Aldo Silvani in “La strada”.

Corrado Racca, tra le più belle voci del doppiaggio “storico”, è stato il narratore di “Il ritratto di Dorian Gray”, l’angelo Henry Travers di “La vita è meravigliosa”, Walter Huston di “Il tesoro della Sierra Madre”, e poi i vari Donald Crisp, Edmund Gwenn, Alexander Granach. Un altro maestro!

Giuseppe Rinaldi, la voce “principe” della seconda generazione, quella allora giovane dei Bellini, Locchi e, un po’ più tardi, Turci e Barbetti. Paul Newman, Marlon Brando, Montgomery Clift, James Dean, Van Johnson, Rock Hudson, Jack Lemmon, Peter Sellers, praticamente tutti i più grandi attori sono stati doppiati dal questa magnifica, duttile, irresistibile voce italiana.

carlo_romanoCarlo Romano, assieme a Lauro Gazzolo, forse la più importante voce caratterista del nostro doppiaggio, quella comunque che ha dato vita a tutti i maggiori comici dello schermo, da Bob Hope a Red Skelton, da Fernandel a Jerry Lewis (un doppiaggio, questo, rimasto nella leggenda). Talvolta anche splendidamente drammatico, Romano è stato anche Rod Steiger, Ernest Borgnine, James Cagney, Karl Malden, Eli Wallach in “Il buono, il brutto e il cattivo”.

Sandro Ruffini, la voce raffinata di Leslie Howard in “Via col vento”, di James Mason in “Pandora”, “Madame Bovary” e “Rommel, la volpe del deserto”, di Trevor Howard in “Breve incontro”, di Kirk Douglas in “Pietà per i giusti” e “L’asso nella manica”, di Fredric March, Ralph Richardson, di Charlie Chaplin in “Luci della ribalta” e John Wayne di “I cavalieri del nord ovest”. Un altro indimenticabile maestro.

Rita Savagnone, attiva sin da giovanissima, è stata Shirley MacLaine, Debbie Reynolds, Franca Bettoja in “L’uomo di paglia”, Eva Marie Saint in “Intrigo internazionale”, Stefania Sandrelli e contemporaneamente Daniela Rocca in “Divorzio all’italiana”, Claudia Cardinale in “Un maledetto imbroglio”, “Il giorno della civetta” e “C’era una volta il west”, per non parlare di Glenda Jackson e Liza Minnelli.Giovanna Scotto, la voce di Ingrid Bergman in “Casablanca”, di Norma Shearer in “Giulietta e Romeo” e “Maria Antonietta”, di Claudette Colbert in “Da quando te ne andasti”, di Ethel Barrymore in “La scala a chiocciola”, della conturbante Jane Greer di “Le catene della colpa”.

Stefano Sibaldi, tra i maggiori protagonisti della CDC del dopoguerra, con i suoi Fred Astaire, Danny Kaye, Glenn Ford, Mel Ferrer, Tom Ewell, Richard Widmark, il primo Yul Brynner, Frank Sinatra, Richard Basehart di “La strada”, Zachary Scott, Josè Ferrer, soprattutto nell’indimenticabile doppiaggio di “Cyrano De Bergerac”.

Aldo Silvani, l’Erich Von Stroheim di “Viale del tramonto” è stata la voce di Boris Karloff, di Leo G. Carroll in “Io ti salverò” e di decine di caratteristi italiani e stranieri.

Lidia Simoneschi, regina del doppiaggio italiano, assieme alla Calavetta e alla Cristiani, ha prestato la sua versatile voce praticamente a tutte le più grandi attrici dello schermo, da Vivien Leigh a Jennifer Jones, da Joan Fontaine a Olivia de Havilland, da Susan Hayward a Ingrid Bergman, da Gene Tierney a Maureen O’Hara, da Barbara Stanwyck a Shelley Winters, da Alida Valli a Simone Signoret, perfino alla Silvana Mangano di “Riso amaro”.

Vinicio Sofia, caratterista di lusso con i suoi James Whitmore, Jack Carson, Slim Pickens, talvolta di Jimmy Durante, Eddie Cantor, William Conrad, di quasi tutti i ciccioni dello schermo.

alberto_sordiAlberto Sordi, il famosissimo comico ha iniziato la carriera quale voce italiana di Oliver Hardy, per poi doppiare, assieme a molti ottimi caratteristi quali Bruce Bennett o Pedro Armendariz, perfino il Robert Mitchum di “Notte senza fine”.

Paolo Stoppa, saltuariamente attivo nel doppiaggio italiano con prestazioni di lusso (Kirk Douglas in “Sfida l’o.k. Corral”, Richard Widmark in “Il bacio della morte”, “Mano pericolosa”, ecc., Wendell Corey, Burgess Meredith, Fred Astaire in “Voglio danzar con te”, ecc.).

Wanda Tettoni, soprattutto caratterista valorosissima ma anche protagonista con Katharine Hepburn, Ginger Rogers, Lucille Ball, Jo Van Fleet, Gloria Grahame, la “madre” di Anthony Perkins in “Psycho”, e a quasi novant’anni, prodigiosamente, e poco prima di morire, dell’anziana Gloria Stuart nel recente “Titanic”.

Massimo Turci, la delicata voce giovanile dei vari Sal Mineo, Russ Tamblyn, Anthony Perkins, John Saxon, Jeffrey Hunter in “Sentieri selvaggi”, Jacques perrin, Jean Sorel in “Vaghe stelle dell’orsa”, più tardi di Ryan O’Neal, Alain Delon, Jack Nicholson di “Conoscenza carnale”, l’impressionante Timothy Bottoms (un doppiaggio magistrale!) di “E Johnny prese il fucile”.

rturiRenato Turi, Figura importante del doppiaggio italiano a partire dagli anni ’60. Dotato di una voce molto profonda e versatile, nell’immediato dopoguerra venne assunto dalla Rai ed entrò a far parte della Compagnia del Teatro Comico Musicale di Radio Roma, diretta da Nino Meloni, dove recitò per trent’anni in un numero considerevole di personaggi, diventando uno degli speaker più popolari di RadioRai. Il 14 maggio 1946 fu interprete di Un cappello di paglia di Firenze, da Un chapeau de paille d’Italie di Eugène Labiche e Marc-Michel, recitando con Stefano Sibaldi, Felice Romano, Wanda Tettoni e Zoe Incrocci. Parallelamente si dedicò all’attività del doppiaggio nella CDC, dove conobbe Gianfranco Bellini, al quale lo legherà negli anni uno stretto rapporto di amicizia, e doppiando, a partire dal 1952, Ward Bond in Furore, Sidney Poitier in Nel fango della periferia, Il seme della violenza, Qualcosa che vale e L’autocolonna rossa, ed Harry Carey Jr. ne Il magnifico scherzo. In seguito, fu la voce di Walter Matthau in quasi tutti i suoi film e doppiò Lee Marvin, Christopher Lee, Lee Van Cleef, John Carradine, Telly Savalas, Charlton Heston, Robert Ryan, John Wayne, Orson Welles e Cary Grant (in Intrigo internazionale). Curiosamente doppiò, per richiesta della produzione, anche Totò nell’interpretazione di Monsignor Antonino di Torrealta in Totò diabolicus. Lavorò anche nel cinema d’animazione Disney, interpretando due celebri personaggi cattivi: Gaspare ne La carica dei 101 ed Edgar ne Gli Aristogatti.
Nel 1956 condusse, in diretta dal Teatro Petruzzelli di Bari, la trasmissione radiofonica Le canzoni della fortuna, considerata la prima edizione di Canzonissima, con Adriana Serra, Raffaele Pisu e Antonella Steni. I vincitori di quella storica edizione furono Nunzio Gallo con Mamma per i vecchi brani e Gino Latilla con Buon anno, buona fortuna per i nuovi. Molto attivo anche in televisione, condusse nel 1965 la trasmissione estiva Mare contro mare, con Aroldo Tieri e Silvana Pampanini. Oltre che come attore e direttore del doppiaggio è ricordato anche come imprenditore, dal 1966 al 1970 fu amministratore delegato della C.D.C., la maggiore compagnia di doppiaggio italiana negli anni Sessanta; dopo alcuni anni fondò, insieme a famosi attori e amici come Carlo Giuffré e Giancarlo Giannini, due importanti società di doppiaggio: la C.V.D. (Cine Video Doppiatori) e la SEDIF (Società Edizioni Italiane Film), nelle quali ricoprirà il ruolo di presidente fino alla morte. La SEDIF è ancora oggi proprietà della famiglia Turi. Nel 1974 fu chiamato da Garinei e Giovannini per interpretare la voce del Padreterno nella fortunata commedia musicale Aggiungi un posto a tavola. La sua ultima apparizione cinematografica fu in Evelina e i suoi figli, con Stefania Sandrelli, un anno prima di morire.

Gaetano Verna, comprimario di lusso, ma anche primo attore preferibilmente nella maggior parte dei film con Spencer Tracy. Da ricordare i suoi Herbert Marshall (Duello al sole), Millard Mitchell (Cantando sotto la pioggia), Paul Douglas (La città assediata), Victor McLaglen (Il massacro di Fort Apache), George Brent (La scala a chiocciola), ecc.

Gero Zambuto, tra i pionieri del nostro doppiaggio, è stato nei primi anni la voce di Wallace Beery e W.C,. Fields.

Mauro Zambuto, figlio di Gero, il secondo Stan Laurel, quello in coppia con Alberto Sordi (Oliver Hardy), dopo il famoso duo Carlo Cassola e Paolo Canali. Nell’immediato dopoguerra, prima di partire come professore di fisica nucleare per il New Jersey, è stato anche il magnifico interprete di Mickey Rooney.